
Questa pellicola di Scorsese è una delle più controverse della sua filmografia, considerata non pienamente riuscita e contestata anche dal punto di vista religioso dai cattolici più intransigenti. La sceneggiatura di Paul Schrader è basata su un libro, L’ Ultima Tentazione di Nikas Kazantzakis, che a sua volta si rifà all’apocrifo vangelo di Giuda. Secondo questo vangelo, che non rientra nel nuovo testamento, viene rivalutata la figura di Giuda, non più traditore e gran figl di putt, ma visto come l’apostolo più vicino a Gesù, e costretto al tradimento dallo stesso Gesù in modo da poter compiere il volere di Dio. Quindi saremo di fronte ad un uomo fedele al suo profeta, e pronto ad essere dannato per sempre per farlo risorgere e fare nascere la sua religione. Come tesi è ardita ma anche affascinante, e ovviamente contestata. Il film porta Gesù, interpretato da un al solito intenso e preciso Willem Dafoe, dal suo lavoro di falegname a profeta prima e martire dopo, ma con sentimenti molto umani, come dubbio, paura, lussuria (il rapporto con Maria Maddalena non è esclusivamente platonico) e anche non completamente saldo alle tentazioni del diavolo nel deserto. Compresa l’ ultima, da cui prende il titolo, sulla croce, con la speranza di rinnegare tutto e porre fine alle sofferenze e vivere una vita normale. Nel ruolo di Giuda abbiamo Harvey Keitel, e Barbra Hershey come Maria Maddalena, con attori di secondo piano per il resto del cast, oltre un cameo di David Bowie come Ponzio Pilato. La pellicola, musicata da Peter Gabriel, è un po’ pesantuccia e lenta, effettivamente, ma non mi sembra così brutta come ne venne additata all’ uscita, piuttosto penso che le motivazioni di critiche feroci furono più legate ad una visione scomoda per i credenti più integralisti, che infatti osteggiarono film e libro.


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