
Il secondo capitolo della trilogia di 28 Anni Dopo è sempre su sceneggiatura di Alex Garland e supervisione di Danny Boyle ma in questo caso diretto da Nia Da Costa. Spike, il ragazzino del primo capitolo, si imbatte nel gruppo satanista di Jimmy Cristal, che lo prende con sé dopo una prova di sangue. Nel frattempo il dottor Kelson, isolato eremita che vive in un tempio costruito con le ossa delle vittime del virus, cerca di entrare in contatto con un alpha degli infetti, Sanson, per capire se può essere arrestato il processo degenerativo dell’ infezione. Da Costa cerca di fare il Boyle alla regia ma gli manca un po’ di spunto, per quanto si comporti egregiamente e anche nelle riprese sia fedele allo stile del regista scozzese. Ralph Fiennes regala un altra grande interpretazione, ma anche Jack O’Connell riesce a dare un bel contributo al folle capo della setta. Molto interessante la svolta data alla storia, che dovrebbe concludersi con il terzo episodio, curioso vedere che ulteriore svolta prenderà.


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