
Il film di Paolo Virzì, vede protagonista Valerio Mastandrea nei panni di Adriano Sereni, un socio fondatore di un importante studio di avvocati, che si è improvvisamente ritirato nella campagna toscana in una vita isolata e chiusa in seguito ad una tragedia familiare. Improvvisamente la tenuta in cui ha preso un affitto la dépendance su riempie di giovani ragazzi che vanno a vivere nella villa Guelfi ormai in disuso, e tentano di riportare in vita la vigna abbandonata da anni. Dopo un approccio ostile, si abitua alla presenza e comincia una convivenza civile, imparando a conoscere Matilde, la nipote ereditiera del conte Guelfi, incinta, e gli altri ragazzi della comune. Adriano si attacca alla ragazza come a cercare una seconda occasione dopo che, un suo errore, o esitazione, l’ anno prima è costato la vita alla figlia disabile, cosa che lo ha distrutto intimamente e familiarmente. Adriano vede così un occasione di riscatto, e prendersi le proprie responsabilità dell’ accaduto, e tornare a vivere. La pellicola viaggia tra la commedia ed il dramma, con lo stile tipico di Virzì, e Mastandrea è molto bravo e naturale nella parte, coadiuvato come non protagonista da Valeria Bruni Tedeschi.


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