Artarchia, Festival 2016

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Un giorno, Bertold Brecht, ebbe a dire che “tutte le arti contribuiscono all’arte più grande di tutte, quella di vivere”.

E questa idea olistica di arte, questa esperienza continua e formativa, in perenne movimento, in perenne sviluppo, dalle mille sfaccettature, è alla base di Artarchia. Artarchia, letteralmente ” potere all’arte”, nome che incarna un essere senziente, un associazione di menti, di braccia, persone, che si prodigano affinchè l’espressione massima della personalità possa svilupparsi e raggiungere il suo apice, possa creare arte. E come tutte gli sforzi artistici, il frutto non è proibito, ma raggiungibile e usufruibile da tutti quelli che vorranno bere dal calice dell’artista. Artarchia è un associazione nata a gennaio 2016, come una sorta di Creatura di Mary Shelley, al termine del Festival da cui ha preso poi il nome, ideato, creato e organizzato da Gabriele Paoli e dal suo team di collaboratrici, che si è svolto a Ottobre 2015 a Buti.

La genesi è,appunto, un festival di 4 giorni, in cui si alternano workshop di danza, mostra di fotografie di Andrea Pucci, mostre di fumetti e interventi di intrattenitori tuttofare come Paolo Ruffini e  Andrea Camerini, e Dario Ballantini, serate musicali con i Bandabardò, ma anche jazz, e musica classica, oltre ad uno spettacolo teatrale scritto e diretto dallo stesso Paoli, con due grandi interpreti del teatro e del cinema italiano, Giusi Merli e Gianfranco Quero. Un programma esaustivo, che abbracciava tutte le possibili espressioni dell’animo umano, tutto condensato nell’arco di un fine settimana lungo. Un impegno imponente, ma che, visti i risultati da tutto esaurito in tutti i suoi appuntamenti, ha dato grossa soddisfazione al suo ideatore e allo staff.

E da qui, si giunge a quello che è e sara il festival di questo anno. non più statico come location, ma itinerante, in grado di coinvolgere più paesi e situazioni. Non più condensato in una manciata di giorni, ma diluito nel tempo, con appuntamenti cadenzati e ben distanziati in modo da permettere a ognuno di fruirne al meglio.

Si comincia il 2 ottobre (ormai passato quindi) con un workshop di ginnastica artistica dal nome “Verso Tokio 2020”. L’incontro, a numero chiuso di partecipanti, si è svolto presso l’A.S.D. Ginnastica di Cascina, ed è stato presieduto da un’insegnante di valore mondiale, Elisabetta Preziosa. La pluri-medagliata atleta ha insegnato alle giovani aspiranti ginnaste tecniche e modi per affrontare le sfide di questa disciplina complessa.

Il prossimo appuntamento “Ora.Adesso” si terrà presso il Frantoio Rossoni a Buti, una bellissima struttura, un vecchio frantoio ristrutturato, sarà dedicato alle arti visive, con opere di arte contemporanea e coinvolgerà varie esposizioni (nel dettaglio saranno 8 di pittura,2 di scultura e 1 di fotografia). Le date previste sono il 22 e 23 ottobre.

A seguire, il 13 novembre, al Foro Boario a Lucca, un evento atteso dai giovanissimi, un talk show con gli  Youtubers Matt & Bise, condotta da Lorenzo Giustarini, coadiuvato da Edoardo Mecca e Angelica Massera. “[email protected] Nati in un tubo” sarà sicuramente preso d’assalto dai fan, per cui saranno allestiti dei punti di ristoro per agevolare il pubblico. Anche perchè sarà una lunga giornata. Infatti al termine del talk show inizierà il momento musicale, con una maratona che vedrà avvicendarsi sul palco 9 gruppi musicali, a partire dalle 19:30 fino alle 24:00.

Come ormai è usuale, a chiudere il festival è ancora una volta il teatro. E ancora una volta il regista e sceneggiatore dell’opera è Gabriele Paoli. La sua pièce teatrale, “Senza di me” sarà messa in scena presso La città del Teatro e della Cultura di Cascina (teatro Politeama) nei giorni del 16-17-18 dicembre, con due repliche giornaliere, alle 21:00 e alle 22:15. Anche in questo caso, a vestire i panni delle protagoniste saranno due artiste di fama nazionale, Jun Ichikawa ed Elda Alvigini (gia protagoniste di fiction di successo come Ris, i Cesaroni e tante altre, e impegnate anche con il cinema con grandi registi come Ermanno Olmi, Dario Argento, Marco Bellocchio e Giovanni Veronesi, tra gli altri.) con la voce fuoricampo di Gianmarco Tognazzi. Viste le credenziali del regista e degli attori, un appuntamento assolutamente da non perdere.

Come potete leggere, il programma, anche se spalmato in più momenti, è esaustivo, intenso, e impegnativo. Non è una cosa semplice riuscire a tirar su una cosi grande mole di eventi e contattare gli artisti che ne dovranno prendere parte, e già solo per  queste difficoltà dovrebbero rendere merito ad una organizzazione del genere, in un momento in cui in Italia, sopratutto, le difficoltà da affrontare in quanto a burocrazia, lontananza del pubblico rispetto a certi eventi, e la sempre minor disponibilità economica di teatri rende sempre tutto molto più complicato.

Ma nonostante questo, l’arte si fa. L’arte va vissuta, va plasmata, va resa fruibile. E si torna alla citazione di Brecht, è grazie all’arte che si può dire di vivere, che siamo creatori o fruitori, è grazie a questo scambio, l’artista che dà, il pubblico che prende, apprende e infine rende lode all’artista con la sua partecipazione e le dimostrazioni di soddisfazione e plauso, che ogni giorno, ci miglioriamo, ci arricchiamo, aggiungiamo un tassello, piccolo, grande, non importa, al nostro sapere, al nostro vivere quotidiano.

Qui potete trovare il programma completo

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