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	<title>Teatro Politeama &#8211; MiniFisto Online</title>
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	<title>Teatro Politeama &#8211; MiniFisto Online</title>
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		<title>Senza di Me &#8211; di Gabriele Paoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 23:17:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premessa #1: cercherò di non spoilerare troppo,anche se non sarà facile. Premessa #2: ho una limitata competenza teatrale, ho visto qualche opera ma non in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-510" src="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/12/senza-di-me-200x300.jpg" alt="senza-di-me" width="200" height="300" srcset="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/12/senza-di-me-200x300.jpg 200w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/12/senza-di-me.jpg 683w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>Premessa #1: cercherò di non spoilerare troppo,anche se non sarà facile.</p>
<p>Premessa #2: ho una limitata competenza teatrale, ho visto qualche opera ma non in vasto numero, e a livello di metodi interpretativi conosco proprio le basi.</p>
<p>Premessa #3: la premessa #2 si può considerare non pertinente, e non va presa in considerazione.</p>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Veniamo a noi, comunque.</div>
<div dir="auto">Senza di Me. Il titolo, racchiude tutto, la trama dell&#8217;opera, l&#8217;anima della protagonista, la sensazione che si prova nell&#8217;assistervi.</div>
<div dir="auto">Innanzitutto, la scenografia è azzeccata, sia per quanto riguarda l accuratezza dei mobili, nella ricostruzione di un ufficio pubblico, sia nella gestione degli spazi, con la capacità di potersi muovere in una metratura adeguata per non risultare eccessivamente soffocante ma dare la giusta misura ai movimenti delle attrici. Per certi versi, anche se a trama non c&#8217;entra assolutamente niente, la location angustia di in ufficio mi ha ricordato il film &#8220;Una Pura Formalità&#8221; di Giuseppe Tornatore e con Roman Polanski. La scena è giustamente alla portata di tutti gli spettatori, con i posti a sedere sistemati sotto la regia,a stretto contatto con le attrici, dentro la scenografia praticamente. Probabilmente, azzardo, le intenzioni del regista erano quelle di tenere il pubblico a stretto contatto d&#8217;occhio con le due protagoniste, poterne cogliere le espressioni, le gestualità, gli stati d&#8217;animo soprattutto nei momenti di maggior dramma. E poi, azzardo ancora, in un certo qual modo, essere a stretto contatto, in posizione così ravvicinata, oltre a farti colpire emotivamente, in maniera quasi fisica, dalle vicende raccontate, mi ha fatto sentire quasi parte di una giuria, in alcuni momenti pronta a condannare Karen (Jun Ichikawa) per la sua eccessiva caparbietà, quasi a livelli di ottusità, per il suo essere totalmente accecata d&#8217;amore per il suo aguzzino, ma al tempo stesso capace di comprenderla, di provare la sua pena, di condividerne il dolore per la scelta che deve affrontare, e dall&#8217;altra, in altri momenti, arrabbiarsi per la gelida Charlotte (Elda Alvigini), cinica, fredda e risoluta assistente sociale, che con il passare del tempo si scopre invece meno stronza di quel che sembra, costretta dalle circostanze in un ruolo difficile da svolgere, con eventi dolorosi nella sua vita che la costringono ad essere così distaccata, fino alla catarsi finale in cui, entrambe, sembrano riuscire a trovare la piena comprensione e solidarietà reciproca, con il toccante momento della &#8216;presa per mano&#8221; che le fa avvicinare.</div>
<div dir="auto">A livello di interpretazioni, partiamo da un protagonista occulto, John Roberts, di cui non vedremo mai il viso ma ascolteremo solo la voce (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gianmarco_Tognazzi">Gianmarco Tognazzi</a>). E che voce. Non ricordavo la profondità del tono, veramente una ottima scelta. John è un po il narratore, viene chiamato in causa in alcuni momenti dell&#8217;opera attraverso le registrazioni delle sedute con Karen, in cui capiamo ancora meglio il dramma della donna.</div>
<div dir="auto">Charlotte, donna all&#8217;apparenza algida e distaccata, è interpretata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elda_Alvigini">Elda Alvigini</a>. Riesce a rendere bene la complessità di Charlotte, una donna con dei tormenti alle spalle, che è costretta in un ruolo, quello di assistente sociale della famiglia Stuart, che probabilmente non le appartiene, quantomeno per quello che deve affrontare e far affrontare a Karen, nonostante sappia in cuor suo che è la scelta migliore da poterle proporre. Sempre molto misurata nella gestualità, proprio a far capire la sua necessità di dover rimanere impassibile nonostante tutto. Dopo un inizio apertamente conflittuale, con un evidente voglia di chiudere il prima possibile questa pratica fastidiosa, riesce piano piano ad entrare in contatto emotivo con la sua assistita, riuscendo alla fine a capirsi.</div>
<div dir="auto">Karen, l&#8217;assoluta protagonista, è una ottima <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jun_Ichikawa">Jun Ichikawa</a>, in un ruolo nervoso,straziante. Le nevrosi che esprime, gli scatti d&#8217;ira, di disperazione, prendono allo stomaco. Non si può neanche dire che siano esasperati, storie di amore malato vengono alla luce quasi quotidianamente, purtroppo. E il suo amore assoluto per i propri figli, la costringera&#8217; a quella che è una delle scelte più dolorose per una madre. Negazione, rabbia, disperazione, rassegnazione. Jun è stata capace di passare da una all&#8217;altra di queste emozioni in poco più di quaranta minuti. Ed è sempre stata credibile.</div>
<div dir="auto">Veniamo al regista. È la terza opera di Gabriele Paoli, dopo Inferno Dentro e Un Giorno di Noi.</div>
<div dir="auto">Non c&#8217;è che dire, questa è stata una bella opera teatrale, sia a livello di trama che di scelta delle attrici, messa in scena benissimo e con un pathos pressante. Tocca un tema delicato, attuale, profondo e doloroso, senza scadere nell&#8217;eccessivo buonismo e nel voler piacere a tutti i costi. Il regista è riuscito a alternare bene i momenti più drammatici ed a costruirli in maniera lineare ma senza risultare troppo ripetitivi. Mi è piaciuta molto l&#8217;idea del nastro registrato, per intervallare lo scontro tra le due donne con i ricordi di qualche mese prima, cosi da poter leggere meglio il cambiamento avvenuto in Karen, sempre più disperata e meno illusa nelle possibilità di migliorare la propria situazione. Tocco appropriato quello della colonna sonora, con due brani delicati e raffinati, inseriti nel momento giusto della rappresentazione. Anzi, se qualcuno mi desse titolo e cantante della prima canzone sarebbe super.</div>
<div dir="auto">Non sarà facile ripetersi, ma di sicuro le prospettive per un altra bella opera come questa ci sono, nel frattempo, complimenti e congratulazioni a tutti per l&#8217;ottima riuscita.</div>
<div dir="auto"><a href="https://goo.gl/photos/e4zdwyDaoBHRLSpTA">Alcune immagini</a></div>
<div dir="auto"></div>
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		<title>Artarchia, Festival 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 22:51:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-387" src="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/10/ArtArchia-683x357-300x157.jpg" alt="artarchia-683x357" width="300" height="157" srcset="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/10/ArtArchia-683x357-300x157.jpg 300w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/10/ArtArchia-683x357-390x205.jpg 390w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2016/10/ArtArchia-683x357.jpg 683w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Un giorno, Bertold Brecht, ebbe a dire che &#8220;tutte le arti contribuiscono all&#8217;arte più grande di tutte, quella di vivere&#8221;.</p>
<p>E questa idea olistica di arte, questa esperienza continua e formativa, in perenne movimento, in perenne sviluppo, dalle mille sfaccettature, è alla base di <a href="http://www.artarchia.it/">Artarchia</a>. Artarchia, letteralmente &#8221; potere all&#8217;arte&#8221;, nome che incarna un essere senziente, un associazione di menti, di braccia, persone, che si prodigano affinchè l&#8217;espressione massima della personalità possa svilupparsi e raggiungere il suo apice, possa creare arte. E come tutte gli sforzi artistici, il frutto non è proibito, ma raggiungibile e usufruibile da tutti quelli che vorranno bere dal calice dell&#8217;artista. Artarchia è un associazione nata a gennaio 2016, come una sorta di Creatura di Mary Shelley, al termine del Festival da cui ha preso poi il nome, ideato, creato e organizzato da Gabriele Paoli e dal suo team di collaboratrici, che si è svolto a Ottobre 2015 a Buti.</p>
<p>La genesi è,appunto, un festival di 4 giorni, in cui si alternano workshop di danza, mostra di fotografie di Andrea Pucci, mostre di fumetti e interventi di intrattenitori tuttofare come Paolo Ruffini e  Andrea Camerini, e Dario Ballantini, serate musicali con i Bandabardò, ma anche jazz, e musica classica, oltre ad uno spettacolo teatrale scritto e diretto dallo stesso Paoli, con due grandi interpreti del teatro e del cinema italiano, Giusi Merli e Gianfranco Quero. Un programma esaustivo, che abbracciava tutte le possibili espressioni dell&#8217;animo umano, tutto condensato nell&#8217;arco di un fine settimana lungo. Un impegno imponente, ma che, visti i risultati da tutto esaurito in tutti i suoi appuntamenti, ha dato grossa soddisfazione al suo ideatore e allo staff.</p>
<p>E da qui, si giunge a quello che è e sara il festival di questo anno. non più statico come location, ma itinerante, in grado di coinvolgere più paesi e situazioni. Non più condensato in una manciata di giorni, ma diluito nel tempo, con appuntamenti cadenzati e ben distanziati in modo da permettere a ognuno di fruirne al meglio.</p>
<p>Si comincia il 2 ottobre (ormai passato quindi) con un workshop di ginnastica artistica dal nome &#8220;Verso Tokio 2020&#8221;. L&#8217;incontro, a numero chiuso di partecipanti, si è svolto presso l&#8217;A.S.D. Ginnastica di Cascina, ed è stato presieduto da un&#8217;insegnante di valore mondiale, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_Preziosa">Elisabetta Preziosa</a>. La pluri-medagliata atleta ha insegnato alle giovani aspiranti ginnaste tecniche e modi per affrontare le sfide di questa disciplina complessa.</p>
<p>Il prossimo appuntamento &#8220;Ora.Adesso&#8221; si terrà presso il Frantoio Rossoni a Buti, una bellissima struttura, un vecchio frantoio ristrutturato, sarà dedicato alle arti visive, con opere di arte contemporanea e coinvolgerà varie esposizioni (nel dettaglio saranno 8 di pittura,2 di scultura e 1 di fotografia). Le date previste sono il 22 e 23 ottobre.</p>
<p>A seguire, il 13 novembre, al Foro Boario a Lucca, un evento atteso dai giovanissimi, un talk show con gli  Youtubers <a href="https://www.youtube.com/user/MattElectroDancer">Matt &amp; Bise</a>, condotta da Lorenzo Giustarini, coadiuvato da Edoardo Mecca e Angelica Massera. &#8220;Webst@rs. Nati in un tubo&#8221; sarà sicuramente preso d&#8217;assalto dai fan, per cui saranno allestiti dei punti di ristoro per agevolare il pubblico. Anche perchè sarà una lunga giornata. Infatti al termine del talk show inizierà il momento musicale, con una maratona che vedrà avvicendarsi sul palco 9 gruppi musicali, a partire dalle 19:30 fino alle 24:00.</p>
<p>Come ormai è usuale, a chiudere il festival è ancora una volta il teatro. E ancora una volta il regista e sceneggiatore dell&#8217;opera è Gabriele Paoli. La sua pièce teatrale, &#8220;Senza di me&#8221; sarà messa in scena presso <a href="http://lacittadelteatro.it/">La città del Teatro e della Cultura di Cascina</a> (teatro Politeama) nei giorni del 16-17-18 dicembre, con due repliche giornaliere, alle 21:00 e alle 22:15. Anche in questo caso, a vestire i panni delle protagoniste saranno due artiste di fama nazionale, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jun_Ichikawa">Jun Ichikawa </a>ed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elda_Alvigini">Elda Alvigini</a> (gia protagoniste di fiction di successo come Ris, i Cesaroni e tante altre, e impegnate anche con il cinema con grandi registi come Ermanno Olmi, Dario Argento, Marco Bellocchio e Giovanni Veronesi, tra gli altri.) con la voce fuoricampo di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gianmarco_Tognazzi">Gianmarco Tognazzi.</a> Viste le credenziali del regista e degli attori, un appuntamento assolutamente da non perdere.</p>
<p>Come potete leggere, il programma, anche se spalmato in più momenti, è esaustivo, intenso, e impegnativo. Non è una cosa semplice riuscire a tirar su una cosi grande mole di eventi e contattare gli artisti che ne dovranno prendere parte, e già solo per  queste difficoltà dovrebbero rendere merito ad una organizzazione del genere, in un momento in cui in Italia, sopratutto, le difficoltà da affrontare in quanto a burocrazia, lontananza del pubblico rispetto a certi eventi, e la sempre minor disponibilità economica di teatri rende sempre tutto molto più complicato.</p>
<p>Ma nonostante questo, l&#8217;arte si fa. L&#8217;arte va vissuta, va plasmata, va resa fruibile. E si torna alla citazione di Brecht, è grazie all&#8217;arte che si può dire di vivere, che siamo creatori o fruitori, è grazie a questo scambio, l&#8217;artista che dà, il pubblico che prende, apprende e infine rende lode all&#8217;artista con la sua partecipazione e le dimostrazioni di soddisfazione e plauso, che ogni giorno, ci miglioriamo, ci arricchiamo, aggiungiamo un tassello, piccolo, grande, non importa, al nostro sapere, al nostro vivere quotidiano.</p>
<p><a href="http://www.artarchia.it/artarchiafestival2016/">Qui</a> potete trovare il programma completo</p>
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