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	<title>Roma &#8211; MiniFisto Online</title>
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		<title>La Dolce Vita &#8211; 1960</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 11:24:17 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="315" height="451" src="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2020/03/la-dolce-vita1.jpg" alt="" class="wp-image-1240" srcset="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2020/03/la-dolce-vita1.jpg 315w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2020/03/la-dolce-vita1-210x300.jpg 210w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /><figcaption>Con alcuni classici ho sempre avuto un po&#8217; di timore, tra cui le opere di Fellini. So che è vergogna, ma questo è il primo film del rinomato regista romagnolo che vedo. Per vari motivi ho sempre rimandato l&#8217;affrontare certi film, fino a quando non mi fossi sentito davvero pronto. Sono arrivato a quel momento, e quindi sono partito con uno dei più celebri. Che dire, non è stata una visione semplice, ma sono sopravvissuto. Ovviamente tutto ciò che scrivo ha valore relativo, è un mio punto di vista e un mio pensiero nato da ciò che ho visto e quello che mi ha passato.<br>Quindi non sparate sul pianista.<br>Non mi ha emozionato. Ecco, lo dico subito, così evito equivoci. L&#8217;ho guardato tutto, ho apprezzato ovviamente lo stile, ma non mi ha emozionato. È come se avessi guardato un documentario, sotto certi aspetti. E chiariamoci, mi sta anche bene eh. Ho trovato un po&#8217; ostica l&#8217;ultima mezz&#8217;ora, forse anche perché è quella più allegorica e arriva dopo precedenti 2 ore e 20 di visione, ma tutta la parte della festa in villa, che avrebbe dovuto dare la chiosa al film, l&#8217;ho vissuta con un po&#8217;di stanchezza. Sicuramente colpa mia eh.<br>Comunque, per il resto, solo complimenti.<br>Innanzitutto è un enorme spaccato dell&#8217;Italia (o meglio, di una fetta della borghesia romana) all&#8217;alba dei &#8217;60. Una vita gaudente, di eccessi, di feste, locali, belle donne, vip&#8230;un orgia di opulenza e futilità, ma la pellicola offre vari spunti, tra cui episodi di fanatismo religioso, legato ad una presunta apparizione della Madonna a due bambini, con una folla estasiata in attesa della ripetizione del miracolo, ma soprattutto la spettacolarizzazione di ogni cosa da parte dei media, con una presenza costante di giornalisti e fotografi invadenti, sensazionalistici e opprimenti. Praticamente in 60 anni non è cambiato niente, e riguardarlo in periodo di coronavirus e varie trasmissioni spazzatura, fa anche sorridere, come nel Gattopardo, cambia tutto per non cambiare nulla.<br>Tra l&#8217;altro, doviamo a questo film la nascita del termine paparazzo, che è il nome di un personaggio del film, un fotografo amico di Marcello.<br>Ovviamente è superfluo rammentare che il protagonista, il giornalista frivolo e farfallone Marcello Rubino, è Marcello Mastroianni, lo sanno anche i muri, così come una delle protagoniste femminili è la giunonica Anita Ekberg, ma tutto il cast femminile è di una bellezza disarmante, tra cui Anouk Aimee, ma anche Yvonne Furneaux e Magali Noel, tutte star del tempo. Veramente affascinante vedere la Roma fisica degli anni 60, con già alcuni aspetti caotici di traffico, ma che rispetto ad ora sono barzellette, ma soprattutto una Roma meno asfissiante dal punto di vista architettonico e urbano. Dal punto di vista della regia, la fotografia è molto particolare, con personaggi che si muovono quasi in una coreografia, attraversando l&#8217;inquadratura da prospettive e angoli diversi, in modo fintamente casuale. Nota di biasimo l&#8217;audio, purtroppo salta da basso ad alto a seconda di dove è posizionato il figurante, e il fuori campo è faticoso sentirlo, ma questo nonostante il restauro che ha avuto la pellicola è figlio dei tempi.<br>Che dire, un film comunque affascinante, è giusto vederlo.</figcaption></figure>
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		<title>Cinecittà, la fabbrica dei sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 01:26:58 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: left">Cinecittà.<br />
Che spettacolo. Questo è stato il motivo principale della gita a Roma, venire a visitare la fabbrica della cinematografia italiana ma non solo italiana. Era una destinazione affascinante, intrigante per noi amanti del cinema, e quindi in quattro e quattro otto abbiamo organizzato. E sicuramente, è stata una scelta azzeccata.<br />
Quindi, arrivati all&#8217;albergo, posiamo le valigie, e metropolitana alla mano in poco più di una mezz&#8217;ora usciamo in via Tuscolana, proprio di fronte alle porte dell&#8217;industria cinematografica.<br />
Appena varchi la soglia, vieni accolto da delle sculture in stile antico romano, dalla carrozza di Pinocchio e altri reperti di vari film, tra cui una testa felliniana.<br />
Fellini, sarà il tema ricorrente della mostra, primo passo della visita a Cinecittà, ovviamente, essendo stato forse il regista più importante nell&#8217;ambito conterraneo, ne è anche il protagonista principale.<br />
Entrando nei vari padiglioni, trovi costumi di scena, filmati storici, addirittura una cabina di doppiaggio per metterti alla prova, parti del sottomarino us33 del film U-571. Ma è la parte con la visita guidata che alza incredibilmente l&#8217;asticella della valutazione.<br />
Soprattutto perché grazie alle nozioni che la guida elargisce riesci a capire quanto Cinecittà abbia avuto importanza, dal momento della sua nascita, voluta fortemente da LVI (che dice abbia fatto anche cose buone), per risollevare l&#8217;economia nazionale, fino al suo fulgore massimo, nel secondo dopoguerra fino alla fine degli anni sessanta, dopodiché segue un periodo un po di calo, fino ad una seconda rinascita avvenuta tra la fine degli anni novanta e i primi duemila, anche grazie agli interessamenti delle case produttrici americane verso i nostri scenografi. E questo non è un caso, considerando quante produzioni americane, sia film sia serie TV, abbiamo scoperto siano state girate a Cinecittà. Oltre a Rome, Doctor Who, anche addirittura Scorsese con Gangs of New York,il film Everest, ma anche Danny Boyle, o addirittura una serie in corso di produzione, tratta da &#8220;Il Nome Della Rosa &#8221; con John Turturro e Rupert Everett. Ed è incredibile vedere i set ricostruiti ad hoc come Roma Antica, il Tempio di Gerusalemme e Firenze Medioevale, con un grado di veridicità altissimo, e conoscere attraverso il racconto della nostra cicerone come questi artisti riescano a modificare le strutture e di conseguenza le epoche con solo piccoli accorgimenti.<br />
Peccato solo non essere potuti entrare all&#8217;interno dei cosiddetti Teatri, che di volta in volta vengono utilizzati alla bisogna come set di interni ma anche e soprattutto per le registrazioni di programmi televisivi, appunto motivo per il quale nel nostro giorno di visita non era possibile entrare.<br />
Terminiamo questo esaustivo giro soddisfatti e arricchiti, pronti per tuffarsi nella tourbillon romana.</p>
<p style="text-align: left"><a href="https://photos.app.goo.gl/hd2H95QLYouDDUjs1">Cinecittà</a></p>
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		<title>Roma 5/6 gennaio 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2018 18:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma Roma Roma, core de sta città&#8230; Io non sono mai stato un fervido ammiratore della città millenaria, un appassionato amante della capitale, ho sempre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-688" src="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2018/01/IMG-20180105-WA0020-169x300.jpg" alt="img-20180105-wa0020" width="169" height="300" srcset="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2018/01/IMG-20180105-WA0020-169x300.jpg 169w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2018/01/IMG-20180105-WA0020-768x1366.jpg 768w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2018/01/IMG-20180105-WA0020-576x1024.jpg 576w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2018/01/IMG-20180105-WA0020.jpg 899w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></p>
<p>Roma Roma Roma, core de sta città&#8230;<br />
Io non sono mai stato un fervido ammiratore della città millenaria, un appassionato amante della capitale, ho sempre avuto, nelle altre occasioni in cui l&#8217;ho visitata, una sensazione forte di decadenza, di città in lenta, progressiva, inesorabile rovina. Un organismo complesso, enorme, ormai morto, in corruzione, destinato a un ingloriosa fine. So che può risultare una bestemmia, un offesa alla incredibile civiltà che ha dominato il mondo conosciuto per centinaia di anni, che ha nel suo territorio, nelle sue viscere stesse, migliaia di anni di reperti, capolavori, opere d&#8217;arte, meraviglie assolute di architettura, scultura e pittura. Ma proprio il sapere questo, e vederla trascurata, inesorabilmente trasandata, arresa al suo declino, mi intristisce, mi lascia l amaro in bocca. Perché, cazzo, come ti giri ti giri, rimani a bocca aperta, e non sono solo le celebratissime e magnifiche fontana di Trevi, piazza di Spagna, colosseo o Fori Imperiali, quelli sono talmente famosi e rinomati che non hanno bisogno di presentazioni. No, sono gli scorci improvvisi, le belle chiesine nelle piazzette impensabili, il lungotevere, il Trastevere con le sue viuzze strette, veraci, naturali, che ti lasciano il sapore della romanità vera. E che ti risollevano il morale, ti fanno apprezzare più questa bellissima e storica città. Poi certo, via Condotti con le sue luci e le sue boutique di lusso, o le gallerie commerciali sparse nel centro sono molto intriganti e danno l&#8217;idea di quella dolce vita Felliniana, ma sono solo una faccia di un dado dai mille lati e sfaccettature.<br />
Quindi, da un lato considerate il caos e la vitalità di una metropoli come Roma, aggiungeteci una tribù itinerante composta da Minifisto, Ver e famiglie al seguito, che al grido di &#8220;Pijamose Roma&#8221;, e vedrete bene che non ci siano MafiaCapitale, politici o legionari che possano resistere alla nostra guerra di conquista. Come Annibale, ndo passamo noi nun cresce più l&#8217;erba, e macinando km su km, e gustando la cucina tipica locale, leggera e sana, la città ormai è nostra, ci autoincoroniamo ottavi Re di Roma e reustariamo l impero.</p>
<p style="text-align: left">Foto della gita <a href="https://photos.app.goo.gl/LbtIvUlLW7ULOuoS2">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2018%2F01%2F06%2Froma-56-gennaio-2018%2F&amp;linkname=Roma%205%2F6%20gennaio%202018" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2018%2F01%2F06%2Froma-56-gennaio-2018%2F&amp;linkname=Roma%205%2F6%20gennaio%202018" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2018%2F01%2F06%2Froma-56-gennaio-2018%2F&amp;linkname=Roma%205%2F6%20gennaio%202018" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2018%2F01%2F06%2Froma-56-gennaio-2018%2F&amp;linkname=Roma%205%2F6%20gennaio%202018" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2018%2F01%2F06%2Froma-56-gennaio-2018%2F&amp;linkname=Roma%205%2F6%20gennaio%202018" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2018%2F01%2F06%2Froma-56-gennaio-2018%2F&#038;title=Roma%205%2F6%20gennaio%202018" data-a2a-url="https://www.minifisto.org/2018/01/06/roma-56-gennaio-2018/" data-a2a-title="Roma 5/6 gennaio 2018"></a></p>]]></content:encoded>
					
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