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		<title>IT Capitolo 2 &#8211; 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 10:17:58 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="889" src="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2020/02/images-1.jpeg" alt="" class="wp-image-1219" srcset="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2020/02/images-1.jpeg 600w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2020/02/images-1-202x300.jpeg 202w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>Boia. Oggesu&#8217;. Maccheccazz.Queste sono state le imprecazioni più ricorrenti durante la visione della seconda parte del film su Pennywise, Derry e il club dei Perdenti.<br>Più altre che non sono ripetibili e soprattutto scrivibili.<br>Già partivo titubante dopo il primo episodio, le voci di corridoio di chi lo aveva già visto non erano incoraggianti, ma ormai volevo vedere la conclusione dell&#8217;opera. Poi oh, so gusti, ma questo è veramente ignobile. Peccato perché non parte nemmeno male, con il pestaggio dei bulli ad una coppia gay, che porta alla morte di Adrian Mellon, che riprende fedelmente il libro di King. Sicché tra me e me mi ero detto, stai a vedere che nonostante alcune storture di contemporaneità e adattamento, riescono a riportare la pellicola ad un livello consono. E poi durante lo svolgimento, c è il rito di Chud, cosa fondamentale per la lotta contro It, per comprenderne la natura. Ok, nel romanzo il Rito avviene quando sono bambini mentre qui ne parla Mike adulto agli altri, ma lo posso anche accettare. Ma qui viene ulteriormente stravolto. E poi la vera forma di It, ma che cazzo, hai speso soldi di cgi per creare un corpo aracnoide come correttamente dovevi fare, e poi ci lasci una cazzo di testa di pagliaccio? Ma vaffanculo. Possono sembrare dettagli, così come reintrodurre Bowers, la sua fuga dal manicomio, e poi lo fai durare 5 minuti, mentre in realtà avrebbe un ruolo più articolato. Ok, mi potreste dire che comunque può essere un dettaglio anche questo. E lo accetto.<br>Ma il film fa veramente caha. Zero tensione, zero empatia con i personaggi, zero terrore, le scene che potevano essere scary in realtà sono solo disgustose, con vomitate in bocca e cazzate del genere. Ma dai&#8230;E hanno anche durato fatica per scrivere una sceneggiatura così? E oltretutto hanno creato anche un cast di livello per i Perdenti adulti? Cioè, hai ingaggiato James Mc Avoy, Jessica Chastain, e gli altri volti noti di serie TV, per &#8216;sta cacata? Oltretutto, come spesso accade quando King dà il suo avallo ad una messa in scena che apprezza, ha anche un cameo nel ruolo del robivecchi che rivende la bici a Bill. Ecco, produttori, sceneggiatori e registi, ma non l&#8217;avete ancora capito che da un punto di vista cinematografico il buon vecchio Re del Maine non ci capisce un cavolo? E che cazzo, io lo adoro dal punto di vista letterario, ma quando mette mano ad un film è un disastro.<br>Boh, film brutto brutto e inutile. Ci sono rimasto malissimo.<br><br><br></figcaption></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2020%2F02%2F26%2Fit-capitolo-2-2019%2F&amp;linkname=IT%20Capitolo%202%20%E2%80%93%202019" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2020%2F02%2F26%2Fit-capitolo-2-2019%2F&amp;linkname=IT%20Capitolo%202%20%E2%80%93%202019" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2020%2F02%2F26%2Fit-capitolo-2-2019%2F&amp;linkname=IT%20Capitolo%202%20%E2%80%93%202019" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2020%2F02%2F26%2Fit-capitolo-2-2019%2F&amp;linkname=IT%20Capitolo%202%20%E2%80%93%202019" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2020%2F02%2F26%2Fit-capitolo-2-2019%2F&amp;linkname=IT%20Capitolo%202%20%E2%80%93%202019" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.minifisto.org%2F2020%2F02%2F26%2Fit-capitolo-2-2019%2F&#038;title=IT%20Capitolo%202%20%E2%80%93%202019" data-a2a-url="https://www.minifisto.org/2020/02/26/it-capitolo-2-2019/" data-a2a-title="IT Capitolo 2 – 2019"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>IT &#8211; Romanzo &#8211; Stephen King &#8211; 1985</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 12:42:13 +0000</pubDate>
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<p>Ha dormito. Ha dormito per 26 anni. Poi, come ogni maledetta volta, si è svegliato, è uscito dalla sua tana, nascosta nelle profondità, ed è tornato in superficie. Era già qualche mese che se ne sentivano le avvisaglie, che c&#8217;era quella strana sensazione, quel misto di inquietitudine, di attesa, che ti prende alla bocca dello stomaco e non ti lascia libero. Che senti che c&#8217;è qualcosa che non va, che hai necessità di fare qualcosa di importante, di strano, di pauroso. Come quando scendi le scale in una stanza buia, una cantina magari, e ad ogni passo ti attendi che una mano, o un artiglio, ti ghermisca il piede. E sai quale è l&#8217;unico modo per risolvere questa inquietante attesa dell&#8217;inevitabile. Dovevo rendermene conto subito. Le foto con tag strani, le voci di un suo imminente ritorno (al cinema)&#8230;per un po ho cercato di evitarlo, ma la soluzione non è ignorarlo, lo rende solo più forte. Il mostro va affrontato. E ho preso la decisione, quella giusta. Cosi, alla soglia dei 40 anni, sono tornato un Perdente. Esattamente come lo ero stato 26 anni fa, ma in maniera diversa. Ero un giovane adolescente, inesperto, impaurito ma risoluto. E quella esperienza mi ha segnato. Non a caso, da quel momento, è stato il mio libro preferito di King, uno dei miei cinque in generale. E dopo ora, ancora di più. È come quando trovi le due parti uguali della mela, o i pezzi combacianti del puzzle. È qualcosa di più delle singole parti. È più della narrazione, della descrizione dei luoghi e delle persone, della forza e carisma dei protagonisti, della malevole atmosfera della cittadina, della paura per il mostro, la sua non è cattiveria gratuita, ma infida, maligna ineluttabilità, da ormai migliaia di anni. È più di un romanzo sull&#8217;amicizia, o su una lotta contro il male.<br />
È il fatto che sei tu lì dentro la storia, sei uno dei Perdenti, sei Bill, sei Ben, sei Beverly, Ritchie, Eddie Mike e Stan, sei uno dei bambini uccisi, sei uno dei prepotenti bulli, sei la Tartaruga, sei It stesso. Sei catapultato in un altro luogo, in un altro tempo, e leggere, o rileggere, It, è fare il tuo rito di Chud, il tuo viaggio nelle profondità del macroverso, verso i Pozzi Neri, i tuoi Pozzi Neri. Vivi quello che leggi, perché una volta ancora, vivi la tua adolescenza degli 11,12,13 anni, quando non c&#8217;era niente che poteva fermarti, quando il futuro spaventava neanche tanto, era il presente che contava, era l&#8217;estate, e gli amici, e i giochi, i piccoli segreti, la frescura degli alberi, i capannini, le merende comprate con gli spiccioli, tutte queste cose e mille di più, che sapevi non avresti più vissuto, perché sono quelli i momenti che più spesso tornano a galla, a volte neanche in forma di ricordi veri e propri, ma in sensazioni che ti scatenano nostalgia, in quell odore, quei piccoli déjà vu quando ripassi in alcuni posti e hai le antenne ricettive e non sei distratto dalle abitudini e pensieri del tuo Io non più adolescente, allora li senti, e torni lì, in quel tempo e in quel luogo, anche solo per pochi, pochissimi istanti.<br />
Ed è questa la forza di questo enorme, emozionale romanzo. È la capacità di farti vivere una storia, inventata, attraverso la tua, vissuta. E ogni tanto, è necessario che il mostro riesca dalla sia tana, dopo un letargo di anni, per tornare a mietere vittime, ed affrontarlo di nuovo.</p>
<p>Avevo dimenticato, ora, per un po, ricorderò. Ma poco, poi, come la prima volta, tornerà tutto sepolto. Fino al prossimo ciclo, quando forse avrò 65 anni. Forse sarò troppo vecchio per affrontarlo. Forse risultero&#8217; agli occhi miei e altrui ridicolo, un anziano che pretende di affrontare il mostro&#8230;ma non importa, va fatto quello che va fatto.</p>
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		<title>IT &#8211; Capitolo 1 &#8211; 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roikin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 16:04:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-654" src="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2017/10/it-pennywise-poster-maxw-654-202x300.jpg" alt="it-pennywise-poster-maxw-654" width="202" height="300" srcset="https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2017/10/it-pennywise-poster-maxw-654-202x300.jpg 202w, https://www.minifisto.org/wp-content/uploads/2017/10/it-pennywise-poster-maxw-654.jpg 654w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /><br />
Ecco, questa è una di quelle recensioni non facili da fare, perché è una situazione talmente ambigua da risultare complicato stabilire il confine labile tra bel film e brutto film.<br />
Il tutto sta con che occhi viene visto, se quelli di cinefilo o quelli di fan della prima ora. Su alcune cose, la valutazione può convergere, su altre no.<br />
Un altro motivo di difficoltà sta nel fatto che è necessariamente un film mozzo, essendo la prima parte di un opera più grande e quindi il giudizio potrebbe essere sospeso per una valutazione più complessiva.<br />
Ma ci sono delle indicazioni che non si possono sottovalutare, anche alla luce della precedente trasposizione nella produzione per il piccolo schermo del &#8217;90.<br />
Allora, partiamo dalle cose positive, innanzitutto.<br />
Il film non è affatto male. La scenografia e la fotografia sono funzionali, abbastanza semplici, senza esagerare in virtuosismi non richiesti dalla storia e che potrebbero prevalere sulla tensione della pellicola. Gli attori,in genere, hanno una buona tenuta e riescono ad essere abbastanza convincenti, per quanto riguarda i sette perdenti, i piccoli protagonisti della storia. Nonostante non ci siano per forza di cose degli attori famosi, vista la giovane età, a parte Finn Wolfhard già visto in Stranger Things (a cui, nell&#8217;ambientazione, il film deve molto), tutti e sette risultano credibili come intensità e recitazione individuale. Molto curato il personaggio del padre di Bev (una bellissima Sophia Lillis ), sempre sul filo di lana tra violenza psicologica e fisica, tra eccessiva gelosia e morbosità inquietante, esattamente come nel libro.<br />
E nonostante la grandiosa precedente interpretazione di Tim Curry come Pennywise, vera e propria impersonificazione del male, il nuovo clown, Bill Skarsgard, si comporta veramente bene, riuscendo a essere molto pauroso e convincente. Il ghigno è terribilmente malefico e inquietante, e forse se un appunto gli può essere fatto è quello di essere troppo inquietante anche nei momenti in cui &#8220;aggancia&#8221; le sue vittime, ma essendo di solito bambini le prede di It, la loro ingenuità e la curiosità dettata dalle offerte di pop corn, palloncini e zucchero filato può essere abbastanza convincente da trarli in inganno.<br />
Quindi, ricapitolando, dal punto di vista d&#8217;intrattenimento funziona bene e fila come un treno.<br />
Ora parliamo delle note dolenti, che non sono poche.<br />
NON E&#8217; It, di Stephen King.<br />
Intanto, si svolge nel 1989 anziché 1957 come in origine, e quindi anche il resto della storia sarà traslato di 30 anni. E questo comporta un abisso tra i due mondi, come linguaggio, come modo di vivere della città, come riferimenti culturali. Già il fatto che Ben, il cicciottello del gruppo, sia ora un fan dei New Kids On The Block mi fa accapponare la pelle. Può essere un dettaglio, ma questo cambia anche il livello umoristico della storia, scendendo spesso in forma di macchietta per alleggerire la tensione. Inoltre cambia totalmente il suo incontro con It, spostato di luogo e modo. Primo mmmmmmm, ma sopportabile.<br />
Secondo mmmmmm, è su Stan, il fragile, eccessivamente razionale, aspirante boy scout e ornitologo del gruppo. Tutti elementi eliminati dalla sceneggiatura, lasciandolo un po&#8217; scarno a livello di caratterizzazione, cosa che sinceramente mi sembrava necessaria per poi motivare il suo suicidio quando ricomparirà It. Anche in questo caso, l incontro con It non sarà più con i fantasmi dei bambini morti nella cisterna ma con una donna deformata di un quadro. Ok, questo ci può stare, ma il personaggio era ben più psicologico rispetto a questo presentato qui.<br />
Terzo mmmmmm, Mike, diventato ora improvvisamente orfano per una disgrazia, la morte nell&#8217;incendio della sua cass dei genitori. Roba da poco, intendiamoci, ma il suo attaccamento alla famiglia sarà uno dei motivi della sua rimanenza a Derry. In realtà l&#8217;incendio al Black Point era tutta un&#8217;altra storia,importante però per capire la connessione maligna nella città.<br />
Ecco, ora arrivano le delusioni grosse, anche queste in ordine di importanza.<br />
Cazzo, i Barren. I Barren sono il succo della storia, sono il campo principale dello svolgimento del racconto. È dove i sette perdenti si conoscono, è dove perlopiù passano l&#8217;estate, è dove studiano i piani per combattere Pennywise, dove fanno il rito del fumo, è dove c&#8217;è il punto d&#8217;ingresso delle fogne, dove trovano la tana di It. Va benissimo aver sviluppato bene la storia nella casa di Neilbot Street, ma magari anziché condensare i due scontri in uno, causando l&#8217;assenza della fionda e i proiettili d&#8217;argento, poteva essere sviluppata meglio.<br />
Anche perche, ancora una volta, viene completamente ignorato il Rito di Chud, con cui Bill sconfigge in una strenua lotta mentale It, dove ne percepisce la vera essenza e dove &#8220;conosce&#8221; la Tartaruga.<br />
E la royal rumble finale&#8230;Qui non si tratta di attualizzazione, qui si tratta di snaturare la storia. È come ambientare il Gladiatore a Londra sotto il Big Ben, facendolo combattere contro Godzilla, non c&#8217;incastra una sega. Questa cosa, caro Muschietti non te la perdono.<br />
Se siete arrivati a leggere fino a qui, potrebbe sembrare chiaro che il film non mi sia piaciuto, nonostante l&#8217;incipit iniziale. Invece no, il film è da vedere, e mi è piaciuto, e anche qui sta un problema. Ma io dico, se sei stato capace di fare un bel film d&#8217;intrattenimento, con un leggero sforzo in più potevi fare un grandioso film. E il budget limitato non è una scusante, non era necessario chissà che cosa, solo un po più di fedeltà al testo. E ne parlo da lettore ferito, per vedere mancata una bella occasione di trasportare sullo schermo una meravigliosa storia sull&#8217;adolescenza, sull&#8217;amicizia e sulla formazione. Perche in fondo It, al di là degli aspetti crudi e sanguinolenti oltre che orrorifici, è proprio quello. La nascita di un legame ancora più forte dell&#8217;amicizia, tra persone fino ad allora sconosciute o quasi, è la nascita di un Ka-Tet, per svolgere una missione superiore, adempiere ad un dovere mistico, compiere il proprio destino. È questo uno dei punti principali della mia delusione, è l&#8217;assenza di un anima nella storia che viene raccontata, è l&#8217;assenza della magia che può nascere dall&#8217;incontro di persone predestinate ad un compito loro assegnato dal destino, da un entità superiore. Perché It questa cosa la percepisce, è per questo che li odia, li teme, li vuole distruggere a tutti i costi, mentalmente e fisicamente, perche si rende conto che non sono bambini qualunque, ma sono un pericolo che in migliaia di anni non aveva mai incontrato. E l&#8217;assenza di quest&#8217;anima di fondo coinvolge anche il rapporto tra il mostro e i Perdenti nella pellicola, è un continuo di attacchi e apparizioni mordi e fuggi, e se non hai una retrospettiva della storia scritta non lo percepisci, non lo interpreti.<br />
Peccato, perché ad essere sinceri le potenzialità c&#8217;erano, per la buona regia, per i buoni attori, per le possibilità di oggi in effetti speciali e quanto altro.<br />
Ora non resta che aspettare il prossimo, conclusivo capitolo, sperando che sia un gradino superiore, almeno a livello di pregnanza della storia.<br />
Nel frattempo ricordate..<br />
qui galleggiano, galleggiano tutti..</p>
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