
Episodi 6
Sono passati dieci anni da quando Jonathan Pine (Tom Hiddleston) ha posto fine al traffico di armi del milionario e falso filantropo Richard Roper (Hugh Laurie), ufficialmente morto un una prigione siriana. Ora Jonathan ha cambiato identità, ma continua a lavorare per l’ MI6 ma come responsabile dei night howl, un gruppo di sorveglianza in casinò e alberghi per verificare che tra gli ospiti non siano presenti “persone non gradite”. Quando Jonathan riconosce uno dei mercenari dell’ ex nemico, cerca di capire cosa ci fa un Inghilterra, e scopre un traffico di armi verso la Colombia, orchestrato da Eduardo “Teddy” Dos Santis, con il benestare di alcuni funzionari deviati dell’ intelligence, e non solo. Allora stesso modo che nella fiction, anche nella realtà sono passati dieci anni dalla prima stagione, e fisicamente si notano tutti, come è giusto che sia. Se la precedente era tratta da un romanzo di John Le Carrè, che prima di essere scrittore era stato realmente un agente dell’ intelligence inglese, questa è una sceneggiatura originale che ne continua le vicende. E tutto sommato, pur con una certa ripetitività di sottofondo di situazioni e personaggi, la cosa non è assolutamente sgradevole. Bene o male la storia sta in piedi, il realismo è sempre un elemento portante, non ci sono grosse esagerazioni e, neanche, troppe sottotrame per allungare il brodo. Anche le prove attoriali sono un plus, come già lo erano state nella precedente, e qui Hiddleston dà vita ad un Pine si determinato, ma anche più stanco e deluso per la piega presa dai membri dell’ organizzazione. Il finale di stagione poi è magistrale. Sembra ci sia in ballo una terza stagione, ma anche così sarebbe perfetto.


Lascia un commento