
Arrivata disponibile alla visione la trasposizione in video del racconto Vita di Chuck dello zio King, trasposizione ad opera di Mike Flanagan con Tom Hiddleston nei panni di Chuck adulto e Jacob Trembley in quello di adolescente, e un resto di cast di altri volti conosciuti come Mark Hamill, Chiwatell Ejofor e Karen Gillan. Non era semplice poter fare un bel lavoro con il materiale a disposizione, che è di un bel livello e di gran profondità andando a toccare delle corde intime e di immedesimazione nel personaggio, e una messa in video poteva non centrare il bersaglio per svariati motivi. Invece Flanagan anche qui fa un buon lavoro, mettendoci la passione e un modo onesto ma personale di regia, senza voler strafare e senza limitarsi al contrario al compitino. Essendo già il 3/4 tentativo riuscito più che discretamente con King, che di solito è di difficile resa, mi fa ben sperare sulla serie TV basata sulla saga della Torre Nera, stuprata recentemente in un film inguardabile e che merita miglior sorte. The Life Of Chuck vive di tre atti di tre momenti diversi della vita di Charles Kruntz, a ritroso, legati da una voce narrante che ti introduce nei momenti essenziali della sua vita. Chuck è una persona comune e semplice, e per questo meravigliosa, è un inno alla vita, alla sua accettazione per quello che è. È complicato dire qualcosa del film senza fare spoiler, perché anche se non ci sono in realtà quel che si voglia grande colpo di scena, è però qualcosa da assimilare e capire piano piano. Uno dei più bei personaggi creati da King per me, proprio perché ti resta speciale, dolce e comunque forte. Hiddleston è bravo, la scena del ballo, che occupa diversi minuti è coinvolgente e divertente, e si ritrova nel terzo atto la genesi della passione di Chuck. La musica è un altro elemento cardine, protagonista, del film, che accompagna la vita o almeno i momenti salienti della vita del protagonista. Una cosa importante, nella dipanazione della storia, è fare attenzione ai dettagli, anche banali, che trovi nel primo atto e che poi avranno tutt’altro valore nel proseguo. La storia si basa su un concetto semplice e fondamentale, che entra nel cuore e dà, o comunque prova a dare, un senso al vissuto, anche grazie alle parole di Walt Whitman, io sono moltitudine, che danno un tocco di magia ad ognuno di noi.


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