Castelfranco – Warriors 1-2

Il turno di campionato ci vede impegnati nel posticipo del lunedì sera contro il Castelfranco nel miracoloso campo di Stibbio. È infatti un miracolo che possa essere considerato agibile ad un evento sportivo. Non tanto per il campo in sé, che nonostante tutto non è peggio di tanti altri, ma per le condizioni per arrivarci. E le conseguenze si capiranno, come vedremo durante la partita.Partiamo subito con il piede giusto, e infatti dopo una manciata di minuti Jacopino la sblocca subito, indirizzando la sfida nei binari a noi congeniali. Il goal segnato ci mette un po’ di tranquillità addosso, ma forse troppa, infatti come succede spesso al primo blackout di concentrazione si becca un goal a bischeri che, a metà circa del primo tempo, rimette la partita in parità. E, dopo poco, ecco il motivo della mia polemica iniziale. In una banale azione di gioco, un giocatore avversario si infortuna gravemente, subendo una frattura ad una gamba. Vengono chiamati i soccorsi ed ovviamente partita temporaneamente sospesa in attesa dell’ arrivo dei medici. Ma è lì il problema. La discesa per arrivare al campo, che è l’ unica strada di accesso, è particolarmente ripida e soprattutto stretta, ed è lampante che non garantisca sicurezza. Infatti i poveri volontari sono dovuti arrivare a piedi per un bel tratto con la barella, e soprattutto rispingerla in sù, con forte disagio per loro e per lo sfortunato giocatore cui vanno i nostri auguri di pronta guarigione.Vabbè, torniamo alla partita. Dopo questi quaranta minuti buoni di interruzione, belli ghiacciati torniamo in campo e ricominciamo a giocare, bene anche, ma senza concretizzare. Il secondo tempo è sulla falsariga del primo, dominio totale ma non torniamo in vantaggio. Fino al 78esimo, quando il Carpi ci porta ai tre punti con un eurogol. Prima di allora il nostro attaccante si era già reso protagonista per un errore abbastanza clamoroso sottoporta, e in precedenza ancora con un rocambolesco tentativo, in cui il tiro prima di uscire impatta due volte tra la testa del portiere e il palo. È solo il preludio del goal, un aggiustare la mira per un goal da cineteca, che ai presenti ha ricordato un po’ quello di Van Basten agli Europei dell’88. Se il Cigno di Utrecht aveva segnato da posizione impossibile, qui, su un magistrale lancio millimetrico di Riise a scavalcare i difensori, il nostro airone della pieve si coordina benissimo per impattare di destro e realizzare un lob teso che si insacca alle spalle dell’ incolpevole portiere, che non può fare altro che applaudire il virtuosismo tecnico e raccogliere la palla in fondo alla rete. I tre punti sono fondamentali per rimanere a contatto con le Capanne, e non consegnargli ulteriore vantaggio e cercare di arrivare allo scontro diretto con possibilità di aggancio.


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