
episodi: 6
Dostoevskij è una serie noir/thriller dei fratelli D’Innocenzo. Il protagonista della storia, che ha più la forma di un film diviso in 6 parti, è Enzo Vitello, un controverso poliziotto, con una vita scombinata, pasticcomane e con una figlia sbandata e tossicomane. Vitello resta coinvolto e affascinato da un caso che sta seguendo con la sua squadra, quello di un efferato killer, da loro denominato Dostoevskij per la sua abitudine di lasciare delle lettere deliranti. Vitello, ossessionato dalla ricerca del colpevole, scivola in una spirale in cui il suo malessere e i suoi problemi personali e lavorativi viaggiano sull orlo della follia. Filippo Timi, di solito gigione nei suoi ruoli, qui perde ogni lato di umanità per calarsi in un ruolo duro e provante, trasfigurandosi in un uomo disperato e con rari sprazzi di lucidità, mettendosi al servizio dei D’Innocenzo, capaci di creare una storia che ha profonde pieghe di mala vita, in un non luogo e non tempo (non è infatti definito dove si svolgono le azioni e quando), grazie anche ad una fotografia di Matteo Cocco di grana ruvida e scura, che potrebbe dare idea di essere di un prodotto anni 80 nonostante alcuni elementi presenti in scena siano contemporanei. Visti gli argomenti toccati e certe scene, non è sicuramente adatta a stomaci deboli, un racconto torbido, sporco, senza alcun barlume di speranza o un accenno di felicità in nessuno dei suoi protagonisti, in cui il tempo nelle azioni si dilata. Oltre a un grande Timi da segnalare Carlotta Gamba nel ruolo della figlia Ambra.


